9/MAR/2024Francesco PiggioliFeatured, Sport, L'Angolo del Piggio
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Non basta un buon Bologna, l'Inter cannibale spezza il tabù con Bisseck

Inter senza pietà, dopo quasi sette mesi cade fort Dall'Ara.

Il Bologna s'inchina alla capocciata vincente di Bisseck e ferma la sua corsa onirica al cospetto della capolista. Ormai, campione d'Italia in pectore: il momentaneo allungo a +18 su Juve e Milan è sentenza definitiva cui manca solo il timbro della matematica. Vincere nella tana della rivelazione del campionato imbattuta tra le mura amiche da agosto, la ciliegina che mancava. E al tempo stesso una maledizione infranta con il decimo successo di fila. Numeri che sanno di supremazia insindacabile. Non riesce l'ennesima impresa alla banda di Thiago Motta. Anche in una serata non proprio memorabile sul piano tecnico e resa più ordinaria dalla tenuta granitica della retroguardia nerazzurra, arrivano comunque risposte positive sul fronte rossoblù. In primis a livello caratteriale. Dopo un primo tempo sottotono, l'assalto coraggioso e generoso della ripresa che ha costretto l'Inter ad arroccarsi a difesa del vantaggio descrive bene stato di forma ed entusiasmo. Applausi e coccole finali del pubblico sintetizzano una percezione: il Bologna c'è e ci sarà, fino alla fine.

Dall'Ara in versione Centrale di Wimbledon: il meglio della Serie A è qui. Incrociano la spada le due squadre più in salute e più belle da vedere del campionato, l'atmosfera elettrica di una città letteralmente in balia del sogno Champions League fa il resto. Biglietti polverizzati da giorni, cornice delle grandi occasioni: ora, parola al campo. L'antico tripletista Thiago Motta sorprende con un tridente insolito, fondato sul pendolarismo di Saelemaekers e sul sacrificio richiesto a Odgaard, ex di turno spedito all'ala destra nel suo debutto dal primo minuto: i due sono pronti a fiondarsi negli spazi aperti dal grimaldello Zirkzee, scassinatore dei piani nerazzurri in occasione delle ultime scintillanti esibizioni rossoblù contro l'avversario di turno. Goal del clamoroso 2-2 in rimonta all'andata più magie assortite per incanalare il colpaccio in Coppa Italia a San Siro: gradi maturati sul campo che consentono al buon Joshua di guardare dritto negli occhi il capocannoniere Lautaro nell'ipotetico manifesto del match. L'idea di ricominciare dalla formazione del secondo tempo di Bergamo resta tentazione evaporata, perché Posch e Kristiansen si tengono il posto con Lucumì che scalza Calafiori. Novità anche a centrocampo, dove il senso tattico di Aebischer la spunta sull'incisività di Fabbian. Il Bologna non perde in casa da agosto e sfoggia il diadema con le sei vittorie di fila infilate una di fianco all'altra, ma sulla carta l'Inter ha tutto per non farsi impressionare: nel 2024 ha sempre e solo vinto, ipotecando così lo scudetto. Forte dell'ampio vantaggio sulla Juve, Simone Inzaghi finisce per buttare un occhio all'imminente ritorno degli ottavi di Champions contro l'Atletico Madrid. Fuori Pavard, Dimarco e Lautaro in un tris di esclusioni eccellenti. C'è da infrangere un tabù ormai conclamato, per il tecnico piacentino: zero punti sotto le Due Torri da quando è alla guida dell'Inter. Due stagioni fa, la notte della celeberrima papera di Radu fece sparire il tricolore mentre l'anno scorso fu Orsolini a firmare l'1-0 finale. I fari sono ovviamente puntati sul grande ex Marko Arnautovic, al primo ritorno da avversario a Bologna ma costretto inizialmente alla panchina; è Sanchez a far coppia con Thuram, al rientro dal 1' post infortunio e in rodaggio proprio in vista di mercoledì. Primo tempo infarcito di difficoltà per i rossoblù, cui l'Inter concede giusto un palleggio monotono e sterile che non porta pericoli verso Sommer. Per vedere un tiro in porta del Bologna bisogna scollinare la mezzora: l'autore è Ferguson, il suo bolide da fuori costringe il portiere svizzero a sporcare i guantoni. Prima, fatturato quasi solo nerazzurro con tre occasioni nitide. Prima Sanchez chiama e Skorupski risponde, poi Darmian approfitta di un'indecisione di Kristiansen in area ma non trova la porta col mancino; infine, clamorosa la chance non capitalizzata da Barella dopo altro erroraccio di Kristiansen, stavolta in costruzione. Skorupski sforna un prodigio, ma trattasi di goal divorato. Tira aria di 0-0, perché il tridente atipico di Motta fa registrare giusto la bella applicazione di Odgaard mentre sia Saelemaekers sia soprattutto Zirkzee finiscono impantanati nella palude arretrata di Inzaghi. Miglior difesa del campionato con appena tredici reti subite, mica per caso. Il bello della retroguardia nerazzurra è che, oltre a coprire, sa anche colpire. Vedi azione del vantaggio: Carlos Augusto appoggia, Bastoni dipinge un cross perfetto, Bisseck sfugge a Saelemaekers e di testa insacca. Difensori coinvolti, attaccanti che liberano spazi, concentrazione massima. Madrid può aspettare.

La ripresa porta la pioggia e -si spera- lo scossone del Bologna. Che esce dagli spogliatoi deciso a testare l'impermeabilità del bunker interista, fin lì poco sollecitato. Il diagonale potente di Posch suona la carica, il sinistro a giro di Zirkzee trova in Freuler l'opposizione che non ti aspetti. Segnali da cogliere, il Dall'Ara riprende tono e coraggio. Inzaghi dichiara concluso il provino di Calhanoglu in ottica Champions e richiama anche Mkhitaryan: mezzora finale per Asllani e Frattesi. Si chiude pure la partita onesta ma senza squilli di Thuram, un accenno di fischi accoglie Arnautovic. La gara nel frattempo ha però cambiato volto e connotati, l'inerzia sorride decisamente al Bologna che fruga nelle tasche alla ricerca del guizzo. Per l'Inter, priva degli strappi e del dinamismo di Thuram, trincea allo stato puro. Contributo dagli innesti, Arna compreso? Pochino, ecco. Rossoblù intensi e volenterosi, la superiorità in questa fase non si discute e tuttavia a mancare è sempre l'ultimo tocco. Il pallone che potrebbe regalare il pareggio si stacca dal sinistro di Zirkzee al termine del classico fraseggio a terra rossoblù, ma Sommer fa buona guardia. Thiago Motta allora le prova tutte. Prima Moro e Ndoye per Aebischer e Saelemaekers, poi Orsolini e l'esordiente Santiago Castro: fuori Odgaard e Zirkzee, attacco rinfrescato e rivoluzionato. Nulla che riesca a scalfire il muro interista. Niente punti e stop alla grande abbuffata, ma validi argomenti da cui ripartire. L'Europa e i sogni sono sempre lì, intatti e a portata di mano.

 

 

Di seguito, le pagelle della gara.

 

BOLOGNA (4-3-3)

Skorupski 6.5; Posch 6, Beukema 6, Lucumì 7, Kristiansen 6; Aebischer 5.5 (69' Moro 5.5), Freuler 6.5, Ferguson 6.5; Odgaard 6 (79' Orsolini s.v.), Zirkzee 5.5 (79' Castro s.v.), Saelemaekers 5 (74' Ndoye 6).  all.: Thiago Motta 6

 

INTER (3-5-2)

Sommer 6.5; Bisseck 7, Acerbi 7, Bastoni 7; Darmian 6.5, Barella 5.5 (80' Klaassen s.v.), Calhanoglu 6 (61' Asllani 5.5), Mkhitaryan 6 (61' Frattesi 6), Carlos Augusto 6 (46' Dumfries 6); Thuram 6 (66' Arnautovic 5.5), Sanchez 5.5.  all.: S.Inzaghi 6.5

 

BOLOGNA-INTER 0-1 (37' Bisseck)

 

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