17/DIC/2023Francesco PiggioliFeatured, Sport, L'Angolo del Piggio
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Special Bologna, lezione di Thiago a Mou: 2-0 alla Roma e quarto posto!

Il Bologna ha una rosa fantastica, vorrei avere molti dei suoi giocatori”.

Parole e musica di José Mourinho, un signore che ha allenato alcune tra le migliori squadre del mondo e che in carriera ha vinto tutto ciò che si poteva vincere. Basterebbe questo marchio DOCG a coronare il sensazionale cammino rossoblù, basterebbe questo virgolettato per rendere l'idea di quello che stanno combinando Thiago Motta e il suo Special Bologna. Da stasera, soli soletti al quarto posto che vale la Champions League. Da stropicciarsi gli occhi, già. La rete di Moro e l'autogoal di Kristensen spazzano via i resti di una Roma orfana sì di Dybala e Lukaku ma pur sempre farcita di nazionali. Scontro diretto a senso unico, i giallorossi finiscono da subito nel tritacarne rossoblù ed escono letteralmente piallati tanto sul piano del ritmo quanto su quello della tecnica. L'uno-due letale decide il match a cavallo dei tempi, il Dall'Ara continua ad essere spietato con chi giunge in visita: quinta vittoria di fila in casa, terza gara consecutiva chiusa con la porta inviolata (con vivi ringraziamenti ad un Ravaglia super al debutto). L'ultimo goal incassato sotto le Due Torri è il rigore del frusinate Soulé, due mesi fa; per ritrovarne uno su azione bisogna pescare nella memoria fino al guizzo del cagliaritano Luvumbo: roba di inizio settembre. Solidità, idee chiare, entusiasmo, collettività al potere: perimetro di Thiago e segreti di un Bologna che ormai nemmeno stupisce più. Ora, dentro o fuori con l'Inter in Coppa Italia a metà settimana prima di ricevere l'Atalanta ad un passo dal Natale. Tutti appuntamenti di gala, lo smoking è ormai piacevole abitudine.

Dall'Ara in fibrillazione, classifica e numeri dicono che si gioca per l'Europa dei grandi. Il Bologna prova a convivere con le vertigini, ma anche con la commozione. Sì, perché giusto ieri cadeva il primo anniversario della scomparsa di Sinisa Mihajlovic: la presenza della moglie Arianna con i figli più il video celebrativo che dominano il pre partita sono davvero da brividi e bucano i cuori. Poi, dal tunnel sbuca Mourinho: parola allo scontro diretto, al campo. E ai valori della democrazia mottiana, che mietono un'altra vittima illustre. Tra i pali non c'è Skorupski per scelta tecnica, al suo posto debutto in campionato per Federico Ravaglia che la Roma l'ha già affrontata nel giorno del suo debutto assoluto in rossoblù, tre anni fa: cinque goal subiti in un solo tempo. Precedente da cestinare, ecco. Per il resto, l'allievo Thiago sfida l'antico maestro dei tempi del Triplete interista puntando sulla continuità, con Zirkzee in vetrina là davanti e il tandem Ndoye-Saelemaekers chiamato all'assistenza dalle fasce. Moro strappa la conferma, ancora panchina per Aebischer. In difesa, Beukema affianca l'ex di turno Calafiori. A sinistra si materializza poi l'incubo di ogni telecronista: il rossoblù Kristiansen incrocia la spada con il quasi omonimo giallorosso Kristensen. Mourinho deve fare di necessità virtù, non avendo a disposizione la sua coppia di tenori offensivi (Dybala per infortunio e Lukaku per squalifica). I rilanci del Gallo Belotti e di El Shaarawy diventano allora praticamente obbligati, a capitan Pellegrini spettano invece compiti di raccordo tra la folta mediana e l'attacco. Si rivede Spinazzola in corsia, mentre in mezzo Cristante spalleggia il play Paredes. Non fioccano subito le occasioni, ma il rettangolo verde si riempie di impressioni. Il Bologna domina, palleggia, controlla, tiene saldo il volante del match; la Roma fa ancora meno di quel che può, cioè obiettivamente pochissimo. Gara spigolosa, Mourinho prova a sporcare le trame rossoblù ricorrendo al fallo sistematico e giocandosela sul piano nervoso. Contro un avversario non abituato a frequentare certe vette, potrebbe anche funzionare. Ma il Bologna dimostra maturità, non cade nelle provocazioni ma neppure porge l'altra guancia. Sta in partita, con i muscoli ma pure con la pulizia delle giocate. E dopo un piccolo brivido per l'inzuccata di Belotti su cross di Kristensen ben respinta da Ravaglia, timbra il vantaggio. La scintilla è di Freuler, bravissimo a sfilare alle spalle di Cristante e ad indovinare poi l'imbucata per Ndoye, che asfalta Ndicka in velocità e serve su un piatto d'argento all'accorrente Moro il pallone dell'1-0: il croato non perdona e batte Rui Patricio, tripudio rossoblù.

Le fortune del Bologna nascono quasi tutte a destra, dove l'imprendibile Ndoye fa vivere un tempo da incubo al malcapitato Spinazzola, non a caso sostituito per direttissima all'intervallo. Mourinho allarga El Shaarawy a sinistra e immette la qualità di Renato Sanches sulla trequarti, ma in men che non si dica Thiago Motta sistema il lucchetto alla partita. Zirkzee si traveste da dieci in purezza e inventa un corridoio prelibato per Ferguson, che a sua volta sceglie il tempo perfetto per indirizzare a centro area dove il rimpallo tra Ndoye e Kristensen sorride ai rossoblù; deviazione sfortunata del difensore giallorosso e palla in fondo al sacco. Mou non sa più a che santo votarsi e torna clamorosamente sui suoi passi: bocciatura sonora per Renato Sanches, richiamato in panchina dopo appena un quarto d'ora per far spazio a Bove; dentro anche Azmoun per Llorente, con Cristante che scala in difesa. Ma l'inerzia mica cambia, il Bologna rifiata giusto un attimo e poi riprende ad imperversare con le sue folate potenzialmente mortifere guidate da un Freuler gigantesco nelle due fasi. Già costretto a sostituire l'acciaccato Beukema con Lucumì in apertura di ripresa, Thiago Motta inizia a dosare un po' le energie nel finale: escono Moro e Kristiansen, in campo Aebischer e Lykogiannis. Dieci minuti al triplice fischio, le già flebili speranze romaniste vanno in frantumi quando Belotti in piena area si fa murare da un Ravaglia in formato saracinesca. Mourinho firma la resa, Thiago gongola. Il Dall'Ara non sta nella pelle e chiede a gran voce l'Europa. Canta Lucio Dalla, come sempre accade quando arrivano i tre punti. E gli occhi finiscono rivolti al cielo: tutto questo, ma proprio tutto, è anche per Sinisa.

 

 

Di seguito, le pagelle della gara.

 

BOLOGNA (4-2-3-1)

Ravaglia 7.5; Posch 6.5, Beukema 6.5 (58' Lucumì 6), Calafiori 7, Kristiansen 7 (75' Lykogiannis 6); Freuler 7.5, Moro 7 (75' Aebischer 6); Ndoye 7.5, Ferguson 7 (88' Fabbian s.v.), Saelemaekers 6.5 (88' Urbanski s.v.); Zirkzee 7.  all.: Thiago Motta 8

 

ROMA (3-4-2-1)

Rui Patricio 6; Mancini 5.5 (81' Celik s.v.), Llorente 5 (64' Azmoun 5), Ndicka 4.5; Kristensen 5.5, Paredes 4, Cristante 4.5, Spinazzola 4 (46' Renato Sanches 4.5, 64' Bove 5); Lo.Pellegrini 4 (81' Pisilli s.v.), El Shaarawy 5.5; Belotti 5.  all.: Mourinho 5

 

BOLOGNA-ROMA 2-0 (37' Moro; 49' autogoal Kristensen)

 

Francesco Piggioli

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