4/FEB/2024Francesco PiggioliFeatured, Sport, L'Angolo del Piggio
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Valanga rossoblù sul Sassuolo, il Bologna ne fa quattro in rimonta

Tre partite in una e alla fine vince con merito il Bologna.

La notte del Dall'Ara assomiglia ad un flipper impazzito, ma sono i rossoblù a domare i 90' più indecifrabili dell'anno. Dopo un primo tempo da incubo, sotto nel punteggio (1-2) e nel ritmo, i ragazzi di Thiago Motta pur tra mille fatiche riescono a trovare il pareggio con la capocciata di Fabbian. Ed è lì, quando al fischio finale mancano venti minuti buoni, che inizia il terzo tempo del film. Non previsto, ma decisivo. Il Bologna sale in cattedra sotto tutti i punti di vista (tecnico, atletico, morale) e infila il Sassuolo nella centrifuga, approfittando di un crollo che è fisico ancor più che mentale; le illusioni neroverdi, alimentate dall'ottimo spezzone iniziale, finiscono in frantumi in men che non si dica sotto i colpi di Ferguson e di Saelemaekers. Gongola il popolo rossoblù, sulle ali di tre punti a dir poco rocamboleschi. Notte al quarto posto per Calafiori e compagni, grazie anche al brutto scivolone della Fiorentina a Lecce. Al contrario, botta tremenda per i neroverdi che pagano la cronica fragilità difensiva (solo Frosinone e Salernitana hanno incassato più reti) e che sono sempre più consapevoli di dover difendere la permanenza in Serie A col coltello tra i denti, fino all'ultima goccia di sudore.

L'incrocio emiliano del Dall'Ara impone ai contendenti una scossa identica, con finalità diverse. Uno dei due rimarrà giocoforza a bocca asciutta. Il Bologna è ancora a caccia della prima vittoria del suo 2024, ridendo e scherzando i tre punti mancano da prima di Natale e la corsa all'Europa non ammette ulteriori ritardi. Di fronte, un Sassuolo invischiato a sorpresa nella lotta salvezza e preoccupato da numeri che allungano molte ombre: nelle quattro gare più recenti, tre sconfitte e la miseria di un goal segnato, a firma Pinamonti per quel preziosissimo colpaccio con la Fiorentina che rappresenta l'unica boccata d'ossigeno dell'ultimo periodo. Fermato dal Giudice Sportivo dopo l'espulsione di San Siro, Thiago Motta si sistema in tribuna: il supplente in panchina è il vice Alexandre Hugeux. Rossoblù di fatto con l'intera rosa a disposizione, tra i big manca all'appello solo Ndoye. Emergenza alle spalle, si può sfogliare la margherita: Fabbian e Urbanski si tengono strette le maglie dalle insidie degli esterni di ruolo (Saelemaekers, Orsolini, Karlsson), Aebischer si fa ancora preferire a Moro e dietro Beukema resiste alla candidatura di Lucumì. Riflettori ovviamente accesi su Zirkzee, che al Dall'Ara non va in goal da più di due mesi: nella sua fin qui magnifica stagione, un piccolo tabù da sfatare. Si rivede Posch, assente a Milano per squalifica. Prima chiamata per Jens Odgaard, ultimo arrivato dal mercato per aggiungere opzioni all'attacco: il danese tra l'altro è un ex di turno. Al Sassuolo manca invece un pezzo da novanta come Mimmo Berardi, infortunato e fuori causa per il prossimo mese. Volpato è il prescelto per la sostituzione come ala destra nel solito 4-2-3-1 neroverde cui viene a mancare il fosforo dello squalificato Henrique; il debutto da titolare del baby talento Lipani (classe 2005) è la replica coraggiosa di Dionisi, con Bajrami trequartista. Per il Bologna, la classica falsa partenza. Difficile immaginare un avvio peggiore: storditi dal pressing feroce avversario, i rossoblù stentano ad uscire dalla propria metà campo, manifestando evidenti impacci. E sul consueto tentativo di costruzione dal basso, il patatrac è dietro l'angolo. Skorupski non s'intende con Freuler, Thorstvedt legge il disimpegno errato e arma il sinistro dal cuore dell'area per lo scatto del Sassuolo. Risposta affidata ovviamente a Zirkzee, che nel momento di massima difficoltà indossa con disinvoltura i panni del leader. Prima il tocco di poco fuori misura in mischia, poi il tentativo di volée in bello stile su sviluppi da corner che s'insacca grazie alla deviazione decisiva di Viti: per l'inflessibile Lega Serie A, è autogoal del difensore. Finita la salita? Neanche per sogno. Proprio quando il Bologna pensa di aver rimesso insieme i cocci della serata, ecco che Volpato da mattonella invitante trova un angolo impossibile per Skorupski con un prelibatissimo sinistro a giro. Tutto da rifare per i rossoblù.

Alla luce delle difficoltà manifestate nell'offrire sbocco alla manovra soprattutto sulle fasce, ci si aspettano novità proprio lì. Magari con un paio di esterni di ruolo. Thiago sceglie invece di approcciare la ripresa senza cambi e quando sgancia il tandem Orsolini-Saelemaekers non rinuncia alle doti da incursore di Fabbian: a uscire -oltre ad Urbanski- è Aebischer, gravato da un giallo che gli impedirà di esserci tra una settimana col Lecce (era in diffida). Intuizione felicissima, perché è proprio un'incornata da manuale dello stesso Fabbian su cross al bacio di Kristiansen a timbrare il 2-2. Un pareggio costruito da due tra i peggiori in campo, fino a quel momento: segno evidente che la gara può svoltare del tutto, attorno a quell'episodio. E va a finire proprio così, con il ciclone rossoblù che si abbatte senza pietà su un Sassuolo rimasto senza argomenti a troppa distanza dal gong. Al contrario del collega Thiago Motta, Dionisi non ottiene nulla di buono dalle sostituzioni. Mentre i neroverdi si disuniscono creando voragini fatali tra centrocampo e difesa, Orsolini e Saelemaekers imperversano appoggiandosi alla classe cristallina del solito Zirkzee, che sbaglia sì qualcosina ma a furia di sfregare la lampada estrae finalmente il genio. Minuto 83, l'appoggio per Ferguson è miscela di tecnica e visione panoramica; allo scozzese resta l'onere della stoccata sul palo lontano, che lascia di stucco Consigli. Signore e signori, è sorpasso. Chi l'avrebbe mai detto, anche solo un quarto d'ora prima? Il più inguaribile degli ottimisti, forse. Al primo, caparbio, meritatissimo goal rossoblù di Saelemaekers spetta invece il piacevole compito di far calare il sipario. La difesa del Sassuolo imbarca ormai acqua da tutte le parti, Boloca chiude la sua rivedibile comparsata con un contrasto burroso che spalanca un'autostrada verso la gloria all'ex Milan, autentico trascinatore dell'ultima mezzora. Dionisi affonda, mentre il Bologna si rilancia con qualità e carattere spazzando via i patemi iniziali. Retrogusto dolcissimo e classifica che torna a brillare. Dal suo terrazzino in tribuna, Thiago si lascia andare ad un sorriso liberatorio che dice tutto. Ma proprio tutto.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

 

BOLOGNA (4-3-3)

Skorupski 5; Posch 6, Beukema 6, Calafiori 7, Kristiansen 6 (82' Lykogiannis s.v.); Aebischer 5 (58' Orsolini 6.5), Freuler 5.5, Ferguson 7; Fabbian 6.5 (82' Moro s.v.), Zirkzee 7, Urbanski 5.5 (58' Saelemaekers 7).  all.: Thiago Motta (in panchina Hugeux) 7

 

SASSUOLO (4-2-3-1)

Consigli 6; Pedersen 5.5, Erlic 5.5 (82' Tressoldi 5), Viti 4.5, Doig 6; Lipani 6 (58' Boloca 4.5), Thorstvedt 6.5; Volpato 7 (58' Ceide 5), Bajrami 6 (68' Racic 5), Laurienté 5.5; Pinamonti 5 (82' Mulattieri s.v.).  all.: Dionisi 5.5

 

BOLOGNA-SASSUOLO 4-2 (13' Thorstvedt, 24' Viti autogoal, 34' Volpato; 73' Fabbian, 83' Ferguson, 86' Saelemaekers)

 

Francesco Piggioli

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